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Furto in casa, qual è la responsabilità del condominio?

Furto in casa, qual è la responsabilità del condominio?

I nostri collaboratori di condominioweb ci spiegano perché, in determinate circostanze, il condominio può essere considerato responsabile dei furti avvenuti negli appartamenti o in un negozio al piano terra.

Articolo scritto dall’avv Maurizio Tarantino

Se il condominio ha deliberato l’installazione di un sistema di videosorveglianza e questo dovesse essere guasto o non adeguato a prevenire i furti, il condominio può essere ritenuto responsabile per il furto in appartamento o nel negozio al piano terra.

Gli atti conservativi. L’art.1130, n.4) c.c., per come riformulato dalla legge di riforma del condominio – l. n.220/2012 – con il riferimento al potere/dovere dell’amministratore di compiere gli «atti conservativi relativi alle parti comuni» ha ampliato la legittimazione del predetto che può agire per la «mera conservazione delle parti comuni» non solo ove occorra preservare «diritti» del condominio sui beni della comunione.Pertanto nel momento in cui tale potere è inserito nel novero codicistico delle «attribuzioni» (art.1130 c.c.), l’amministratore è legittimato a porre in essere «atti conservativi» anche se è privo della preventiva autorizzazione da parte dell’assemblea condominiale.

Per meglio dire, l’amministratore di condominio ha il compito di provvedere non solo alla gestione delle cose comuni, ma anche alla custodia di esse, con il conseguente obbligo di vigilare affinché non rechino danni a terzi o agli stessi condomini (art. 1130 c.c.).

Attribuzioni, doveri e responsabilità dell’amministratore di condominio

Responsabilità generale da custodia.Si ritiene possibile configurare una responsabilità in proprio dell’amministratore ex art. 2051 c.c.; l’amministratore, infatti, è tenuto, tramite i poteri e doveri di controllo che gli sono imputati dal codice civile e da precise disposizioni di leggi speciali, a impedire che il modo di essere dei beni condominiali provochi danni ai condomini o a terzi.

Sicché, egli si viene a trovare nella posizione di custode rispetto a tali beni e può, pertanto, rispondere di detti danni (Cass. civ., sez. III, 16.10.2008, n. 25251.

La Corte di Cassazione ha ritenuto che il condominio e l’amministratore devono rispondere in solido dei danni occorsi al condomino “in conseguenza dell’inciampo in una insidia all’interno del cortile condominiale).

Da eventuali inadempienze dell’amministratore nei confronti del gruppo dei condomini (ad esempio, omessa riparazione di un bene condominiale) discende dunque una responsabilità dello stesso nei confronti dei condomini e dei terzi che, a causa dell’inadempimento, abbiano subito un danno.

In definitiva, il carattere oggettivo della responsabilità in esame, che prescinde dal dolo o colpa, suggerisce di parlare più correttamente di rischio da custodia (piuttosto che di colpa nella custodia) e di presunzione di responsabilità (piuttosto che di colpa presunta), atteso che, a fronte del danno, il custode negligente ne risponde nella stessa misura del custode perito e prudente (Cass. civ., sez. III, 20.8.2003, n. 12211).

Furto in appartamento: videosorveglianza, portone ingresso e ponteggi. È stato osservato che il condominio può essere ritenuto responsabile del furto in appartamento nel caso in cui l’impianto di videosorveglianza è malfunzionante o non adeguato a proteggere l’edificio da intrusi. Invero, il condominio risponde delle carenze del sistema di videosorveglianza se esse hanno facilitato il furto all’interno dell’edificio.

Oppure, quando il guasto alla serratura del portone d’ingresso del palazzo ha agevolato l’introduzione di intrusi all’interno dell’edificio. I principi in esami sono stati enunciati da Tribunale di Latina del 20.09.2018.

In questo caso, l’amministratore, in quanto responsabile e supervisore di ogni parte dell’edificio condominiale,pur in assenza di segnalazioni da parte dei condomini, è tenuto a far riparare la serratura (in caso contrario, sarà corresponsabile del furto per il fatto di aver agevolato l’intrusione dei ladri nell’edificio).

Ed ancora, nell’ipotesi di furto commesso in danno ad un appartamento condominiale, è chiamata a rispondere ai sensi dell’art. 2043 c.c. l’imprenditore proprietario dei ponteggi per omessa diligenza nell’adozione delle cautele idonee ad impedirne l’uso improprio, unitamente al condominio che risulta responsabile ex art. 2051 per omessa custodia e vigilanza (Cass., Sez. 6 Ordinanza 22 ottobre 2018, n. 26697).

Per meglio dire, nell’ipotesi di furto in appartamento condominiale, commesso con accesso dalle impalcature installate in occasione della ristrutturazione dell’edificio, è configurabile tanto la responsabilità dell’appaltatore ex art. 2043 c.c., per omessa ordinaria diligenza nell’adozione delle cautele atte ad impedire l’uso anomalo dei ponteggi, quanto quella del condominio, sia ex art. 2043 c.c., per culpa in vigilando o in eligendo, allorché risulti che questo abbia omesso di sorvegliare sull’operato dell’impresa appaltatrice, o ne abbia scelta una manifestamente inadeguata per l’esecuzione dell’opera, sia ai sensi dell’art. 2051 c.c., per omessa custodia, cui è obbligato quale soggetto che ha disposto la manutenzione della struttura (Trib. Torre Annunziata, sez. I, 11 giugno 2018, n. 1392).

Furto in portineria. Integra il delitto di cui all’articolo 624-bis del Cp (furto in abitazione), la condotta di colui che commetta il furto nella portineria di un condominio, in quanto la portineria di uno stabile condominiale rientra nell’ambito della tutela dei beni predisposta dal sopra citato articolo 624-bis, in ragione della sua destinazione a privata dimora ed essendo, in ogni caso, incontrovertibile la sua natura pertinenziale sia in riferimento all’unità immobiliare occupata dallo stesso portiere nello stesso stabile condominiale sia, pro quota, in riferimento a tutti gli altri appartamenti dell’anzidetto complesso. (Corte d’Appello Palermo, 13 giugno 2012, n. 2648.

Nel caso di specie, sussiste tale reato perché il furto è avvenuto in un androne condominiale)

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