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Mutuo cointestato e divorzio: come smettere di pagare?

Mutuo cointestato e divorzio: come smettere di pagare?

Due coniugi o una coppia unita civilmente ha un mutuo cointestato, cosa succede se la coppia scoppia, e i due decidono di non stare più insieme? Vediamo cosa accade alla luce della circolare di riferimento dell’agenzia delle entrate, la 20/E del 2011.

Come premessa, va detto che il mutuo, in quanto contratto che ha come sottostante un bene immobile ed è rimborsato da uno o più mutuatari, non guarda al vincolo di parentela tra i firmatari, i quali rimangono vincolati al pagamento delle rate qualunque sia il loro rapporto e qualunque sia l’evoluzione della propria situazione. I problemi si pongono nel momento in cui, come è ovvio, due persone che fino a quel momento hanno vissuto nella stessa casa, a un certo punto non vogliono più farlo, e quindi devono decidere se e chi continuerà a pagare per averne la proprietà. Queste questioni si possono risolvere in più maniere.

Mutuo cointestato e separazione

I casi vanno distinti tra separazione e divorzio. In caso di separazione, la coppia risulta ancora legata dal matrimonio, quindi di fatto non vengono meno i vincoli familiari. Il che significa che, in caso entrambi continuino a pagare le rate del mutuo per la prima casa, sarà sempre diritto di entrambi detrarre gli interessi passivi (in caso siano entrambi anche intestatari della casa).

Mutuo cointestato e divorzio

Se invece si tratta di divorzio, i due coniugi per la legge risultano estranei, quindi per colui che non abiterà più nella casa il diritto a detrarre gli interessi passivi verrà meno.

Intervenuta una sentenza di divorzio o anche in presenza della sola separazione, però, uno dei due coniugi potrebbe non voler più continuare a pagare il mutuo per una casa dove non può più abitare, soprattutto se viene assegnata in esclusiva ad uno dei due coniugi, tenuto conto che dovrà anche acquistarne un’altra o prenderla in affitto, e potrebbe volerlo fare usufruendo delle agevolazioni prima casa. A questo punto si può agire in diversi modi per liberarsi del mutuo indesiderato.

Non pagare più il mutuo dopo il divorzio

Se è necessario che anche il coniuge estromesso continui a pagare le rate del mutuo (magari perché l’altro non ha un reddito sufficiente), si può agire in tribunale affinché la rata del mutuo venga scalata dall’assegno di mantenimento, eliminando così una spesa. Ovviamente questa soluzione non libera il coniuge che non abita più nella casa dal peso di esserne comunque proprietario.

Una seconda soluzione potrebbe essere quella, di comune accordo tra i coniugi separati soprattutto in assenza di figli, di vendere l’immobile, estinguendo così il mutuo e liberandosi della proprietà, per poter poi acquistare o affittare un nuovo immobile per proprio conto e usufruendo delle agevolazioni prima casa. La controindicazione è che in questo caso l’acquirente della casa dovrebbe anche accettare di subentrare al pagamento del mutuo. La cosa migliore ancora sarebbe quella di vendere la casa dopo aver estinto, magari anticipatamente, il mutuo: ovviamente occorrerà in quel caso avere la liquidità necessaria,e trovarsi nelle condizioni di non dover pagare penali.

Un’alternativa, infine, può essere la cessione della quota della casa posseduta dal coniuge estromesso all’altro, dietro pagamento di una quota o in cambio dell’assegno di mantenimento. In questo caso, il coniuge che resta proprietario della casa si accollerà il mutuo (cosa che comunque potrebbe non essere accettata dalla banca se il coniuge in questione non dovesse fornire sufficienti garanzie), oppure potrà chiedere la surroga del mutuo per poter riscrivere, presso un’altra banca, le condizioni del pagamento.

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