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Smart working: come organizzare gli spazi in casa.

Smart working: come organizzare gli spazi in casa.

Casa, come organizzare gli spazi in tempo di smart working.

Costretti a lavorare da casa per il coronavirus bisogna rendere comodi e piacevoli gli ambienti.

Da trend in ascesa a situazione obbligata. È la storia dello smart working in Italia ai tempi del Coronavirus: una pratica che da qualche anno ha iniziato ad affacciarsi come possibilità concessa a liberi professionisti e impiegati in telelavoro e che, tutto di un colpo, è diventata una questione di emergenza, che non coinvolge solo aspetti legati alla connessione “digitale”, ma tocca da vicino l’organizzazione fisica dello spazio di casa.

Le nostre abitazioni si sono improvvisamente trasformate da rifugi serali e del fine settimana, «in postazioni operative, aule scolastiche e punti di ritrovo socio-virtuali – commenta Sanja Radovanovic, presidente IAHSP Europe, International Association of Home Staging Professionals e membro del CD di Assostaging -. Una bella sfida per un Paese la cui popolazione è abituata a vivere fuori l’80% della propria giornata».

E allora come fare? «Si tratta di conciliare le esigenze particolari con le possibilità concesse dallo spazio che si ha a disposizione – riflette ancora Sanja Radovanovic -. Insomma, la parola d’ordine è compromesso fra necessità, tipo di attività e metri quadrati».
Soprattutto per mamme e papà che devono concentrarsi trovare una collocazione è fondamentale. «Meglio optare per una soluzione magari provvisoria, ma che sia esclusiva – consiglia Chiara Naseddu, interior designer e home stager -. Grazie all’uso dei computer portatili una scrivania può essere anche minimale. Un tavolino usato per appoggiare libri o lampade, lo scrittorio di un mobile antico o una piccola mensola a muro, magari inserita in una parete attrezzata, possono diventare luoghi in cui produrre, magari con il supporto di un paio di cuffiette e di un po’ di musica di sottofondo».

Poter guardare fuori dalla finestra, anche solo con la coda dell’occhio, aiuta a superare il senso di costrizione fra quattro mura. «Soprattutto è fondamentale – prosegue Neseddu – fruire del massimo apporto di luce naturale, considerando bene l’orientamento del piano di lavoro, per evitare spiacevoli riflessi sullo schermo o di farsi ombra, scrivendo, con la mano». E ancora, prosegue: «se in casa si hanno piante, tenerle vicine allo sguardo fa bene all’umore e ci riconnette alla natura. Per personalizzare il proprio angolo di produzione, a volte basta anche un po’ di fantasia. Ad esempio inserire un oggetto colorato, appendere un quadro nelle vicinanze o connotare il corner con una striscia di carta da parati o una nota di colore alla parete».

Un profumo rilassante nell’aria, una giusta temperatura (tenendo conto delle ore da trascorrere fermi) così come una certa disciplina nel tenere ordinato lo spazio sono altre forme per trovare la giusta concentrazione.
Per quello che riguarda le stanze, occorre considerare che non è il living l’unica risposta. Anche la camera da letto, può diventare un ottimo rifugio in cui chiudersi per qualche ora. «Ovviamente va valutato caso per caso – prosegue Chiara Neseddu -. Una coppia dove uno dei due partner sia costretto a lavorare la notte e debba riposare la mattina dovrà riservare al sonno il luogo del riposo. Più facile per chi condivide ritmi di vita regolari».

La cucina, fa notare invece Sanja Radovanovic «è meglio non utilizzarla per lavorare. Questa stanza, infatti, rappresenta il fulcro della casa e ora più che mai va considerata il punto “di ritrovo spensierato” per cucinare e consumare le pietanze, ma anche cimentarsi in attività ludiche o ricreative con i più piccoli». r123
Non vanno infine dimenticati gli spazi esterni. Balconi, terrazze e giardini, mai come in questo momento, sono una vera ricchezza: per una boccata di aria in sicurezza, ma anche per un momento di gioco spensierato o per una telefonata o un momento di riflessione in privacy.

Articolo visto su www.ilsole24ore.com

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