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Tasse sulla casa: titolo esecutivo senza notifica della cartella di pagamento.

Tasse sulla casa: titolo esecutivo senza notifica della cartella di pagamento.

La manovra di Bilancio 2020, intervenendo su numerosi aspetti, avrà l’effetto di incidere in maniera rilevante sulla vita quotidiana dei contribuenti. Nel testo, in fase di approvazione, è altresì prevista una complessiva riforma della riscossione degli enti locali, con particolare riferimento agli strumenti per l’esercizio della potestà impositiva.

Riscossione enti locali: la riforma

L’attuale assetto normativo della riscossione degli enti locali è frutto di numerosi interventi normativi succedutisi nel tempo, alla luce di scelte non sempre univoche del legislatore, che hanno determinato una disciplina stratificata.

 

Per rafforzare e a rendere maggiormente veloce la riscossione, la legge di Bilancio mira a introdurre un avviso di accertamento che potrà diventare titolo esecutivo senza necessità di preventiva notifica della cartella di pagamento.

 

In sostanza, fermo restando l’attuale assetto dei soggetti abilitati alla riscossione delle entrate locali, anche per gli enti locali viene introdotto l’istituto del c.d. accertamento esecutivo, sulla falsariga di quanto già previsto per le entrate erariali (cd. ruolo). L’effetto sarà quello di emettere un unico atto di accertamento avente in sé tutti gli elementi per costituire titolo esecutivo, idoneo all’esecuzione forzata.

 

Accertamento esecutivo degli enti locali

La disciplina si applicherà a province, città metropolitane, comuni, comunità montane, unioni di comuni e consorzi di comuni.

 

Qualora gli enti locali scelgano di affidare la riscossione delle proprie entrate all’agente della riscossione, si applicheranno esclusivamente le disposizioni sul cd. accertamento esecutivo. Resta comunque ferma la riscossione delle entrate mediante ruolo, ai sensi dell’art. 17 del d.lgs. 46/1999.

 

L’accertamento esecutivo degli enti locali, destinato a operare a partire dal 2020, con riferimento alle annualità non ancora prescritte, riguarderà non solo i tributi (ad es. Imu, Tasi, ecc.), ma anche le entrate patrimoniali degli enti, con esclusione delle contravvenzioni stradali.

 

Come funziona l’accertamento esecutivo

Le novità incidono sul contenuto dell’avviso di accertamento relativo ai tributi degli enti locali, nonché agli atti finalizzati alla riscossione delle entrate patrimoniali, emessi dagli enti medesimi e dai soggetti affidatari dei servizi di riscossione, nonché il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni.

 

Tali atti dovranno contenere l’intimazione a pagare gli importi ivi indicati entro il termine di presentazione del ricorso, ovvero entro 60 giorni dal perfezionamento della notifica dell’atto finalizzato alla riscossione delle entrate patrimoniali, oppure, in caso di tempestiva proposizione di eventuale ricorso, l’indicazione dell’applicazione delle disposizioni generali in tema di esecuzione delle sanzioni tributari.

 

Negli atti sarà espressamente indicata la possibilità che, in caso di mancato pagamento, questi costituiranno titolo esecutivo idonei ad attivare le procedure esecutive e cautelari. Sarà indicato anche il soggetto che, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, procederà alla riscossione delle somme richieste, anche ai fini dell’esecuzione forzata.

 

Tale contenuto verrà riprodotto anche negli atti successivi eventualmente notificati al contribuente qualora siano rideterminati gli importi dovuti in base agli avvisi di accertamento e ai connessi provvedimenti di irrogazione delle sanzioni, nonché in caso di definitività dell’atto impugnato.

 

Titolo esecutivo senza notifica della cartella di pagamento

Gli atti di accertamento esecutivo acquisteranno efficacia di titolo esecutivo decorso il termine utile per la proposizione di un eventuale ricorso da parte del contribuente, ovvero decorsi 60 giorni dalla notifica dell’atto finalizzato alla riscossione delle entrate patrimoniali. Non sarà necessaria alcuna preventiva notifica della cartella di pagamento e dell’ingiunzione fiscale.

 

In caso di fondato pericolo per il positivo esito della riscossione, decorsi 60 giorni dalla notifica degli atti di accertamento esecutivo, la riscossione delle somme, compresi interessi e sanzioni, potrà essere affidata in carico ai soggetti legittimati alla riscossione forzata, anche prima del termine di sessanta giorni o l’eventuale termine per il ricorso.

 

Sollecito di pagamento

A tutela del contribuente, si prevede che, dopo che l’atto sia divenuto titolo esecutivo, ma prima che sia iniziata la procedura esecutiva, gli enti dovranno inviare un sollecito di pagamento per il recupero di importi fino a 10.000 euro, prima dell’attivazione di una procedura esecutiva e cautelare.

 

Tale atto avrà l’effetto di avvisare il debitore che il termine indicato nell’atto è scaduto e che, qualora non provveda al pagamento entro 30 giorni, saranno attivate le procedure cautelari ed esecutive. Per il recupero di importi fino a 1.000 euro il termine di 120 giorni è ridotto a 60 giorni

 

Rateizzazione dei pagamenti

La riforma prevede anche la possibilità che l’ente conceda una dilazione del pagamento delle somme dovute fino a un massimo di 72 rate mensili, a condizione che il debitore versi in una situazione di temporanea e obiettiva difficoltà.

 

Il testo propone uno schema di ripartizione delle rate, ma chiarisce anche che l’ente, con propria deliberazione, potrà ulteriormente regolamentare condizioni e modalità di rateizzazione delle somme dovute, fermo restando una durata massima di almeno 36 rate mensili per debiti di importi superiori a 6.000,01 euro.

 

In caso di comprovato peggioramento della situazione del debitore, la dilazione concessa potrà essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e fino a un massimo di 72 rate mensili, o per il periodo massimo disposto dal regolamento dell’ente, a condizione che non sia intervenuta decadenza.

 

Infatti, si decadrà automaticamente dal beneficio della rateazione in caso di mancato pagamento di due rate consecutive nel corso del periodo di rateazione e il debito non potrà più essere rateizzato. Di conseguenza, l’importo ancora dovuto sarà immediatamente riscuotibile in unica soluzione.

fonte:casa.it

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